Antipulci al gatto che vive in casa: è davvero necessario?

Antipulci al gatto che vive in casa: è davvero necessario?

Devo mettere l’antipulci al gatto anche se non esce mai di casa?

È una domanda che mi viene fatta spesso, soprattutto da chi vive con un gatto che passa le sue giornate tra divano, tiragraffi e finestre.

Dopotutto, se il gatto non esce, non incontra altri animali e non passeggia nell’erba, come potrebbe prendere le pulci?

Il ragionamento è comprensibile, ma c’è una cosa importante da sapere: anche un gatto che vive esclusivamente in appartamento può entrare in contatto con le pulci.

Questo non significa che tutti i gatti indoor debbano ricevere necessariamente lo stesso trattamento antiparassitario ogni mese.

Significa che dobbiamo valutare il rischio reale, senza sottovalutarlo ma nemmeno utilizzare prodotti in maniera automatica.

Vediamo insieme come comportarci.

Il gatto che vive in casa può prendere le pulci?

Sì, anche un gatto che non esce mai può prendere le pulci.

Il rischio è generalmente inferiore rispetto a quello di un gatto che frequenta giardini, cortili o ambienti esterni, ma non è completamente assente.

Le pulci possono essere introdotte nell’ambiente domestico attraverso altri animali.

Pensa, per esempio, a una famiglia in cui vivono un gatto che non esce mai e un cane che viene portato quotidianamente a passeggio.

Il cane può entrare in contatto con ambienti infestati e contribuire a introdurre pulci in casa.

Anche un nuovo animale, un ambiente precedentemente infestato o il contatto con materiali contaminati possono rappresentare possibili vie di introduzione.

Per questo non basta dire: “Il mio gatto non esce, quindi è impossibile che abbia le pulci”.

Devo mettere l’antipulci al gatto anche se vive dentro casa?

Non esiste una risposta identica per tutti i gatti.

Le linee guida per il controllo dei parassiti raccomandano di valutare il rischio in base allo stile di vita dell’animale e alle possibilità di esposizione.

Un gatto che vive esclusivamente in appartamento, senza altri animali conviventi e senza contatti con l’esterno, può avere un rischio relativamente basso.

La situazione cambia se in casa vive anche un cane, se il gatto ha accesso a balconi o giardini frequentati da altri animali oppure se vengono introdotti frequentemente nuovi animali.

Inoltre, la prevenzione delle pulci non coincide necessariamente con quella di tutti gli altri parassiti.

Un prodotto può essere attivo soltanto contro alcuni parassiti, mentre un altro può avere uno spettro più ampio.

Per questo è necessario chiedere al medico veterinario quale profilassi antiparassitaria è la migliore per il proprio gatto.

Cosa succede se non metto l’antiparassitario al gatto?

Dipende dall’effettiva esposizione ai parassiti.

Se il gatto non entra in contatto con le pulci, non sviluppa automaticamente un’infestazione soltanto perché non riceve un antiparassitario.

Se invece viene esposto, le pulci possono insediarsi sul suo mantello e iniziare a riprodursi.

Un’infestazione può provocare prurito, irritazione cutanea e, nei soggetti sensibili, dermatite allergica da pulci.

In alcuni gatti può bastare un numero molto limitato di punture per provocare una reazione intensa.

Le pulci possono inoltre trasmettere Dipylidium caninum, una tenia che il gatto può contrarre ingerendo una pulce infetta durante la pulizia del mantello.

Nei gattini e negli animali particolarmente fragili, infestazioni importanti possono contribuire anche all’anemia.

Quindi non dobbiamo pensare soltanto al fastidio del prurito.

Come capire se il gatto ha le pulci?

Il primo segnale a cui pensiamo è naturalmente il prurito.

Ma attenzione: non tutti i gatti infestati si grattano in modo evidente.

Alcuni si leccano più frequentemente, altri sviluppano piccole crosticine, diradamento del pelo o lesioni cutanee.

Puoi controllare il mantello utilizzando un pettinino antipulci, soprattutto nella zona del dorso e vicino alla base della coda.

A volte non trovi direttamente la pulce, ma piccoli puntini scuri.

Potrebbero essere le sue feci.

Per verificarlo, puoi raccoglierli su un foglio bianco (anche un tovagliolo) leggermente inumidito: se contengono sangue digerito, possono lasciare una colorazione rossastra.

È un indizio utile, anche se non sostituisce una valutazione veterinaria quando ci sono dubbi o lesioni cutanee.

Quando si deve iniziare a mettere l’antipulci al gatto?

Non esiste un’età unica valida per tutti i prodotti.

Ogni antiparassitario ha indicazioni precise relative a età minima, peso, specie animale e condizioni di utilizzo.

Alcuni prodotti possono essere utilizzati in gattini relativamente giovani, altri richiedono un’età o un peso maggiore.

Per questo è fondamentale leggere sempre il foglietto illustrativo e utilizzare soltanto prodotti autorizzati per il gatto e adatti al soggetto.

Non scegliere mai un antiparassitario soltanto perché è stato utilizzato con successo su un altro animale.

E se hai appena adottato un gattino, chiedi al veterinario quale programma di prevenzione sia più appropriato.

Dove va messo l’antipulci al gatto?

Dipende dalla formulazione.

Gli antiparassitari spot-on, cioè quelli in pipetta da applicare sulla cute, vengono generalmente distribuiti in un punto del collo o in altre sedi specificate dal produttore.

Non devi applicarli semplicemente sul pelo.

È importante separare il mantello e depositare il prodotto direttamente sulla pelle, seguendo le istruzioni del foglietto illustrativo.

La zona scelta deve essere difficilmente raggiungibile dalla lingua del gatto, per ridurre il rischio che possa leccare il prodotto.

Attenzione anche ai gatti che vivono insieme: potrebbero leccarsi reciprocamente dopo l’applicazione.

Per alcuni prodotti può essere necessario separarli temporaneamente, secondo le indicazioni del produttore.

Dopo quanto tempo si può toccare un gatto con l’antipulci?

Anche in questo caso non esiste una regola universale valida per tutti i prodotti.

Per molti spot-on è necessario evitare il contatto con la zona trattata finché il prodotto non si è asciugato completamente.

Alcuni medicinali prevedono ulteriori precauzioni, soprattutto per quanto riguarda il contatto con i bambini o la condivisione del letto subito dopo l’applicazione.

Il tempo da rispettare dipende quindi dalla formulazione.

Il mio consiglio è di applicare il prodotto in un momento tranquillo della giornata, seguire attentamente le istruzioni e lavarsi le mani dopo l’utilizzo.

Non riesco a mettere l’antipulci al gatto: cosa posso fare?

Se il tuo gatto scappa appena vede la pipetta, non sei l’unico ad avere questo problema!

Molti gatti non gradiscono essere trattenuti, soprattutto quando qualcuno cerca di manipolare il collo.

Puoi provare a rendere il momento più tranquillo, preparando tutto in anticipo ed evitando di inseguirlo per casa.

Se possibile, abitualo gradualmente a ricevere un contatto delicato nella zona in cui verrà applicato il prodotto, associandolo a un piccolo premio.

Durante l’applicazione cerca di essere rapido ma delicato.

Se il gatto reagisce con paura intensa o aggressività, non forzarlo.

Parlane con il veterinario per valutare una formulazione o una strategia di somministrazione alternativa.

Esistono antiparassitari per gatti per via orale?

Sì, esistono medicinali antiparassitari per gatti da somministrare per bocca.

Ma bisogna distinguere tra prodotti contro le pulci, trattamenti contro i parassiti intestinali e medicinali con altre indicazioni.

Non tutti gli antiparassitari orali hanno lo stesso spettro d’azione o la stessa durata.

La scelta dipende dal parassita da prevenire o trattare, dalle caratteristiche del gatto e dalle indicazioni del medicinale.

Posso usare l’antipulci del cane sul gatto?

Assolutamente no, a meno che il prodotto non sia espressamente autorizzato anche per i gatti e venga utilizzato secondo le relative indicazioni.

Alcuni antiparassitari destinati ai cani contengono principi attivi particolarmente pericolosi per i gatti.

Un esempio importante è la permetrina, presente in diversi prodotti antiparassitari per cani.

L’esposizione a quantità tossiche può provocare nel gatto sintomi neurologici anche molto gravi, come tremori e convulsioni.

Il rischio può derivare sia dall’applicazione diretta del prodotto sbagliato sia, in alcune circostanze, dal contatto con un cane trattato prima che il prodotto si sia asciugato.

Se sospetti un’esposizione alla permetrina, contatta immediatamente il veterinario.

Non aspettare che compaiano i sintomi.

Se trovo le pulci sul gatto devo trattare anche la casa?

Sì, la gestione dell’ambiente è spesso una parte fondamentale del controllo delle infestazioni.

Le pulci adulte rappresentano soltanto una parte del problema.

Uova, larve e pupe possono trovarsi nell’ambiente domestico, soprattutto nei luoghi frequentati dagli animali.

Per questo può essere necessario intervenire anche su cucce, tessuti, tappeti e pavimenti, aspirando accuratamente e lavando i materiali quando possibile.

Nei casi più importanti il veterinario potrà indicare ulteriori interventi ambientali appropriati.

Inoltre, tutti gli animali conviventi suscettibili all’infestazione devono essere considerati nel piano di controllo, utilizzando prodotti specifici per ciascuna specie.

Trattare soltanto il gatto che si gratta, ignorando gli altri animali presenti in casa, può rendere più difficile eliminare l’infestazione.

Gli antiparassitari naturali sono efficaci contro le pulci?

È importante distinguere tra prodotti che possono avere proprietà repellenti in determinate condizioni e medicinali antiparassitari con efficacia dimostrata.

Non tutti i prodotti pubblicizzati come naturali offrono una protezione affidabile contro le pulci.

Inoltre, naturale non significa necessariamente sicuro.

Alcuni oli essenziali e sostanze vegetali possono risultare irritanti o tossici per i gatti, che hanno particolari caratteristiche metaboliche.

Per questo eviterei rimedi fai-da-te a base di oli essenziali, soprattutto applicati direttamente sulla cute.

Se desideri ridurre l’utilizzo non necessario di prodotti antiparassitari, il primo passo è valutare correttamente il rischio insieme al veterinario, non sostituire automaticamente un medicinale con un preparato naturale.

Quindi, devo mettere l’antipulci al mio gatto che vive in casa?

La risposta è: dipende dal suo rischio di esposizione, che non è mai automaticamente nullo soltanto perché vive in appartamento.

Un gatto indoor senza contatti con altri animali può avere esigenze differenti rispetto a un gatto che vive con un cane o frequenta un giardino.

L’obiettivo non dovrebbe essere utilizzare il maggior numero possibile di antiparassitari, ma scegliere una prevenzione appropriata.

E soprattutto ricordati che il prurito non è l’unico segnale da osservare.

Controlla periodicamente la cute e il mantello, presta attenzione ai cambiamenti nelle abitudini di pulizia e confrontati con il veterinario per definire il programma antiparassitario più adatto.

Perché prevenire significa conoscere i rischi reali del proprio gatto e agire di conseguenza.

Pamela Giacomazzi
Infermiera veterinaria – PetPam