Effetti collaterali degli antiparassitari per cani: quali sono e quando preoccuparsi?

Hai dato l’antiparassitario al tuo cane e poco dopo ti sembra più stanco, ha vomitato oppure hai notato un comportamento diverso dal solito?

La prima domanda che probabilmente ti stai facendo è: può essere stato l’antiparassitario?

Sì, come qualsiasi prodotto farmacologico, anche gli antiparassitari possono provocare degli effetti indesiderati. Questo però non significa che siano pericolosi per tutti i cani o che sia meglio evitare la prevenzione.

Pulci, zecche e altri parassiti possono a loro volta causare problemi importanti e trasmettere malattie.

La cosa più utile è quindi imparare a distinguere una possibile reazione avversa, sapere cosa osservare dopo la somministrazione e soprattutto scegliere l’antiparassitario più adatto a quel cane.

Non tutti gli antiparassitari sono uguali

Quando diciamo “antiparassitario” stiamo in realtà raggruppando prodotti molto diversi.

Esistono compresse o tavolette masticabili, pipette spot-on da applicare sulla cute, collari e spray.

Ma soprattutto cambiano i principi attivi.

Questo significa che non possiamo creare una lista di effetti collaterali valida indistintamente per qualsiasi antiparassitario.

Anche il modo in cui agiscono è differente: alcuni principi attivi rimangono prevalentemente distribuiti sulla superficie cutanea, mentre altri vengono assorbiti e distribuiti attraverso l’organismo.

Per questo, quando noti qualcosa di insolito dopo un trattamento, la prima informazione da recuperare è il nome esatto del prodotto e del principio attivo utilizzato.

Quali effetti collaterali possono comparire?

Le reazioni possibili dipendono dal prodotto.

Con alcuni antiparassitari somministrati per bocca possono essere segnalati, per esempio, vomito, diarrea, riduzione dell’appetito o letargia.

Con i prodotti applicati sulla cute possiamo invece osservare anche reazioni localizzate nel punto di applicazione, come irritazione, arrossamento o prurito.

Non tutto ciò che accade nelle ore successive alla somministrazione è però necessariamente causato dall’antiparassitario.

Se il cane vomita una volta dopo aver assunto una compressa potrebbe esserci una relazione, ma potrebbe anche trattarsi di una coincidenza.

È quindi importante osservare quando è comparso il sintomo, quanto dura e se si associa ad altri cambiamenti.

Antiparassitari e reazioni neurologiche: cosa sappiamo?

Probabilmente hai sentito parlare delle possibili reazioni neurologiche associate ad alcuni antiparassitari.

Una delle classi più utilizzate contro pulci e zecche è quella delle isoxazoline, alla quale appartengono principi attivi come afoxolaner, fluralaner, sarolaner e lotilaner.

Le autorità regolatorie considerano questi prodotti sicuri ed efficaci per la maggior parte dei cani.

Esiste però una segnalazione importante da conoscere.

In alcuni animali sono state riportate reazioni neurologiche come tremori muscolari, difficoltà nella coordinazione dei movimenti (atassia) e convulsioni.

Queste reazioni possono verificarsi anche in soggetti che non avevano precedentemente manifestato convulsioni.

Questo non significa che ogni cane trattato con un’isoxazolina svilupperà problemi neurologici. La grande maggioranza degli animali non manifesta questo tipo di reazione.

Significa però che la storia clinica del cane va tenuta in considerazione, soprattutto in presenza di precedenti problemi neurologici pre-esistenti.

Cosa devo osservare dopo aver dato l’antiparassitario?

Dopo la somministrazione non serve controllare il cane con ansia aspettando che succeda qualcosa.

È sufficiente continuare a osservarlo come fai normalmente.

Chiediti:

sta mangiando normalmente? È attivo come sempre? Ha vomitato? Ha diarrea? Si gratta insistentemente nel punto in cui hai applicato la pipetta? Cammina normalmente?

Presta particolare attenzione alla comparsa di tremori, perdita di equilibrio, difficoltà a camminare, debolezza marcata, convulsioni o altri comportamenti neurologici insoliti.

In presenza di sintomi importanti o rapidamente progressivi è opportuno raggiungere subito il veterinario.

Se invece compare un disturbo più lieve, annota comunque quando è iniziato e quale prodotto hai utilizzato. Saranno informazioni molto utili per decidere come comportarsi con le somministrazioni successive.

Attenzione alla dose e al peso del cane

Un altro aspetto fondamentale è utilizzare il prodotto nella fascia di peso corretta.

Le confezioni degli antiparassitari non sono intercambiabili.

Un cane di 6 kg e uno di 35 kg possono aver bisogno di formulazioni differenti proprio perché la quantità di principio attivo deve essere appropriata.

Prima della somministrazione controlla quindi il peso aggiornato del cane, soprattutto se è un cucciolo in crescita o se è aumentato o diminuito molto di peso.

Controlla inoltre l’età minima prevista e tutte le indicazioni riportate nel foglietto illustrativo.

E non improvvisare associazioni tra prodotti diversi: se stai già utilizzando un antiparassitario e vuoi aggiungerne un altro, verifica prima con il veterinario che quella combinazione sia appropriata.

Posso usare sul gatto l’antiparassitario del cane?

Qui apro una parentesi importantissima, soprattutto se in casa convivono cane e gatto.

Un antiparassitario formulato per il cane NON PUO’ essere utilizzato sul gatto.

Alcuni prodotti per cani contengono permetrina, un piretroide che può essere altamente tossico per il gatto.

L’esposizione può provocare sintomi neurologici importanti, tra cui tremori e convulsioni.

Quindi niente divisioni “a occhio” della pipetta del cane e niente scambi di prodotti tra specie.

Controlla sempre chiaramente sulla confezione per quale animale è autorizzato quel prodotto.

Il cane ha avuto una reazione: devo evitare per sempre gli antiparassitari?

Non necessariamente.

Se sospetti una reazione, parlane con il veterinario riportando il maggior numero possibile di informazioni: prodotto utilizzato, principio attivo, dose, peso del cane, ora della somministrazione, momento in cui sono comparsi i sintomi e loro durata.

Se riesci, fai anche un video di eventuali tremori, difficoltà nel camminare o comportamenti insoliti. Può essere molto utile al veterinario per capire cosa hai osservato.

A quel punto si potrà valutare se mantenere quel prodotto o scegliere una formulazione o una classe differente.

L’obiettivo non dovrebbe essere scegliere tra “antiparassitario sì” e “antiparassitario no”.

La domanda più utile è:

qual è la protezione antiparassitaria più appropriata per questo cane?

Età, peso, stile di vita, zona in cui vive, viaggi, patologie presenti e storia clinica possono cambiare la scelta.

La prevenzione dei parassiti rimane importante. Farla in maniera consapevole significa conoscere sia i benefici sia i possibili effetti indesiderati e, soprattutto, osservare come risponde il tuo cane.

Dopo l’antiparassitario ha senso fare un percorso depurativo?

È una domanda che mi viene fatta spesso e qui voglio spiegarti anche come considero io il concetto di “depurazione” dopo un trattamento farmacologico.

L’antiparassitario è un farmaco e svolge un ruolo importante nella protezione del nostro cane o gatto. Una volta somministrato, sarà l’organismo stesso a metabolizzare ed eliminare progressivamente il principio attivo secondo le caratteristiche specifiche di quel prodotto.

Fegato e reni partecipano ai normali processi di metabolismo ed eliminazione di moltissime sostanze e farmaci.

Per questo, quando parlo di depurazione intendo valutare, quando realmente utile, un supporto nutrizionale e fitoterapico rivolto ai normali processi fisiologici dell’organismo, senza interferire con l’efficacia del trattamento antiparassitario.

Non esiste però un detox uguale per tutti

Anche qui preferisco non utilizzare protocolli standard.

Un cane giovane e sano che tollera perfettamente il suo antiparassitario è diverso da un cane anziano, da un soggetto che assume diversi farmaci o da un animale con particolari problematiche epatiche, renali, intestinali o altre condizioni già diagnosticate.

E soprattutto naturale non significa automaticamente innocuo.

Anche estratti vegetali e integratori contengono sostanze biologicamente attive e possono avere controindicazioni o interagire con farmaci. Per questo non mi piace consigliare un prodotto “detox” indistintamente a qualsiasi cane.

Preferisco capire prima quale antiparassitario sta assumendo, con quale frequenza, quali altri farmaci o integratori utilizza, come mangia e qual è la sua situazione generale.

Solo dopo possiamo valutare se abbia realmente senso affiancare un supporto e quale sia quello più appropriato.

Vuoi capire quale supporto può essere adatto al tuo cane?

È proprio uno degli aspetti sui quali posso aiutarti attraverso la mia consulenza dedicata.

Partiamo dal tuo cane, dalla sua storia, dall’alimentazione, dai farmaci e dagli antiparassitari che utilizza e valutiamo insieme se sia indicato inserire un percorso di supporto naturale e come farlo in maniera ragionata.

L’obiettivo non è sostituire un farmaco necessario né “annullarne” gli effetti.

È utilizzare alimentazione, integrazione e fitoterapia con criterio, inserendole all’interno di una visione più completa del benessere del tuo cane.

Perché anche quando scegliamo il naturale, la domanda non dovrebbe essere semplicemente “cosa posso dargli?”, ma “di cosa ha realmente bisogno?”